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domenica 2 agosto 2026 - Arena Eliseo

Corso della Repubblica 108 - ingresso speciale euro 3,50

apertura ore 20.00 - introduzione e presentazione ore 20.30/20.40 - inizio proiezione 21.30 - Film in lingua originale con sottotitoli in italiano

velluto blu

Blue velvet
Soggetto, sceneggiatura e regia di David Lynch, con Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern, George Dickerson, Hope Lange.  Noir - Thriller, USA 1986, 120 minuti, distribuzione Cineteca Bologna

Il noir secondo David Lynch: da qui nascerà twin peaks, da qui cambierà il cinema.

Il padre di Jeffrey Beaumont è colpito da un infarto: lui torna a Lumberton per assisterli. Un giorno trova in un terreno abbandonato un orecchio umano mozzato. Lo consegna alla polizia, ma prosegue da solo le sue indagini, concentrando la sua attenzione sulla cantante Dorothy Vallens. Dietro una staccionata bianca si nasconde la provincia americana, con il suo sogno impossibile di serenità, in cui cantano i pettirossi. Nell'erba invece si nasconde l'inaspettato: un orecchio umano reciso e attorniato di insetti, a ricordarci che il male esiste e si cela nei luoghi più inaspettati. A ricordarci quanto possa essere profonda la tana del Bianconiglio. (mymovies.it)

 

Velluto Blu è un viaggio sotto la superficie di una cittadina americana, ma è anche una sonda lanciata nell’inconscio o in un luogo in cui si affrontano cose che normalmente non incontri. Uno dei tecnici del suono l’ha definito un incrocio fra Norman Rockwell e Hieronymus Bosch. È un addentrarsi il più possibile in quella dimensione, per poi uscirne. C’è un punto di immersione totale, e da lì si riaffiora [...] È un thriller psicologico e anche un film noir, con un criminale e dei poliziotti. È un film violento, duro, e la reazione degli spettatori, per la paura o per il disgusto, può essere altrettanto violenta. Ma è proprio questo lo scopo di un film: far sentire e provare qualcosa in modo profondo” (David Lynch)

Candidato ai Premi Oscar 1987 come Migliore Regia

Golden Globe 1987 a Dennis Hopper come Migliore attore non protagonista

Candidato ai Golden Globes 1987 come Migliore sceneggiatura David Lynch

Boston Society of Film Critics Award per Migliore Film e Migliore Regia

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Ospite della serata:

AURA GHEZZI

Classe 1988. Laurea in Filosofia presso La Sapienza. La sua ricerca artistica nasce nelle immagini, frequentando lo studio del pittore Ruggero Savinio, e col cinema - da bambina è in Piccoli orrori (1994) di Tonino De Bernardi e in Passione di Giosuè l’Ebreo di Pasquale Scimeca (2005). È regista di Scordati di Progetto Funes, dedicato al suo maestro Luciano Emmer, che ottiene la menzione speciale della Giuria al Torino Film Festival 2009. Si avvicina alla recitazione e al teatro grazie ad Alessandra Di Lernia, nel 2017 conclude la Scuola Professionale di Recitazione Padiglione Ludwig.

Nel cinema lavora in Stiamo tutti male di Leo Canali (2019) e La reliquia di Paolo Martini (2020). Prende parte in qualità di attrice a Gli ultimi giorni dell’umanità di Alessandro Gagliardo e enrico ghezzi, fuori concorso alla 79° Mostra del Cinema di Venezia (2022). Lavora con il Gruppo Tapodes in Non so nemmeno se sono felice - dalla vita e dai racconti di Irène Némirovsky di Luca De Bei (2019). Nel 2021/2022 è in scena con Le lacrime amare di Petra von Kant di Maurizio Lupinelli. Dal 2018 lavora come attrice nella compagnia tostacarusa, di cui è cofondatrice, in anteprima col suo primo lavoro Tu eri turbolenta a Fèsta 2021 (Almagià, Ravenna).

 

enrico ghezzi

“apolide toscano”, si occupa di cinema e televisione. Lavora a Raitre dal 1979. Ha curato e inventato cicli di film, le quaranta ore non-stop di La magnifica ossessione (1985), e i programmi Fuori Orario, Schegge, Blob. Ha diretto il palinsesto di Raitre dal 1987 al 1994, il Festival del cinema di Taormina dal 1991 al 1998 e il festival “Il vento del cinema” a Procida dal 2001 al 2009. Tra le sue pubblicazioni, paura e desiderio (1995), cose (mai) dette (1996), Il mezzo è l’aria (1997), stati di cinema festival ossessione (2002). Ha curato il volume di Guy Debord, Opere cinematografiche (2003). La nave di Teseo ha ripubblicato nel 2019 il suo libro scritto con Carmelo Bene Discorso sui due piedi, e nel 2021 ha pubblicato L’acquario di quello che manca.

È stato tra i primissimi in Italia a comprendere e teorizzare il cinema di David Lynch. Fin dagli esordi di Eraserhead, ne ha esaltato la poetica involontaria e visionaria, dedicandogli innumerevoli spazi nei suoi programmi Rai, oltre ad antologiche e presentazioni di cofanetti in incontri e festival nazionali e internazionali.

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